L’estratto conto non prova il “rosso”

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“INTERESSI ANATOCISTICI/SENTENZA PILOTA
«L’estratto conto non prova il “rosso”»

Non basta ad una banca fornire solo un estratto conto di un cliente con saldo “in rosso” per provare l’ammontare certo del credito vantato e ottenere un decreto ingiuntivo, se il correntista documenta che l’ istituto di credito ha applicato una capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi. È il principio secondo cui – ancor prima che la Cassazione statuisse l’illegittimità degli interessi anatocistici (interessi calcolati su altri interessi) – il giudice del Tribunale civile di Ancona Daniela Marconi ha recentemente revocato l’ingiunzione che, nel settembre 2001, la Banca di credito cooperativo di Ancona ottenne nei confronti della società assicuratrice anconetana “Lloyd Assistance” di Mario Giorgio Signoretti e Amabilia Fiori.
Il Tribunale ha infatti accolto l’ opposizione al decreto ingiuntivo fatta dal debitore, mediante l’ avvocato Mauro Buontempi, che contestava le richieste bancarie – relativamente un rapporto di conto corrente iniziato nel 1998 con annessa apertura di credito e fideiussioni – sostenendo che la banca avrebbe applicato tassi eccessivi e capitalizzato trimestralmente gli interessi passivi. In pratica, il giudice ha ritenuto non provata la certezza del credito e cioè la sua esatta entità, elemento fondamentale per concedere un decreto ingiuntivo su cui il creditore potesse poi basare l’eventuale procedura esecutiva e un pignoramento per recuperare il denaro. Questo anche perchè, secondo la Lloyd Assistance, era stata la modalità di calcolo degli interessi a dar corpo in certa misura allo scoperto di conto.
Commentando la sentenza, l’ avvocato Buontempi ha spiegato che i suoi assistiti hanno «riportato danni commerciali rilevanti anche e soprattutto nei confronti del circuito bancario». Per questo «sta valutando la possibilità di citare la banca per il risarcimento dei danni subiti». Pur non entrando nel merito delle questioni degli interessi eccessivi degli interessi anatocistici, lo stesso giudice aveva ribadito alle parti in causa già in una precedente ordinanza che a causa «dell’avvenuta capitalizzazione trimestrale degli interessi» e «in mancanza della documentazione contenente l’estratto conto relativo all’intera durata del rapporto di conto corrente» non sarebbe stato possibile neanche con una consulenza tecnica «accertare il tasso d’interesse applicato nè determinare l’entità del saldo passivo finale depurata della capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi».

ilmessaggero.caltanet.it

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