Draghi: «In Italia i tassi più alti d’Europa»

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Intervento all’assemblea dell’Abi: ridurre debito e incentivare investimenti Draghi: «In Italia i tassi più alti d’Europa» Ficcante critica del governatore alle banche: «Ci vuole più trasparenza nel rapporto coi clienti. Nuove norme di governance» STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU’ LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO _x000D_ _x000D_ Il governatore di Bankitalia Mario Draghi (Ap) _x000D_ ROMA – Trovare una soluzione per «i tassi dei mutui, che sono più alti della media europea», garantire maggiore trasparenza nel rapporto con i clienti ed emanare una serie di norme sulla governance. Sono questi gli obiettivi dichiarati del governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, intervenuto all’assemblea dell’Abi. Nel corso del suo intervento Draghi ha sottolineato che «correttezza, trasparenza e organizzazione adeguata sono essenziali per ogni banca che, accanto alle tradizionali operazioni di credito, venda prodotti complessi». Ci deve essere inoltre «una chiara linea decisionale che leghi l’alta direzione alle scelte operative e alle richieste dei clienti». _x000D_ GOVERNANCE DUALE – Riguardo alla governance, nei giorni scorsi, si era registrata una polemica a distanza tra Cesare Geronzi, neo presidente del Comitato di sorveglianza di Mediobanca, e il governatore. Oggetto del contendere la governance «duale», con la duplicazione dei compiti tra comitato di gestione e quello di sorveglianza. Per Draghi la struttura di comando e la distinzione dei compiti non risultano ben chiari e con l’intervento all’Abi il governatore ha preannunciato ulteriori interventi per definire i contorni del «duale», abbracciato tra l’altro anche da Intesa Sanpaolo. Condizione del successo delle operazioni di integrazione tra banche, ha detto Draghi, è «la qualità del governo societario. Chiarezza degli obiettivi, razionalità nella divisione della responsabilità ne orientino le scelte. La Banca d’Italia è attenta e attiva; continuerà a vigilare sulle soluzioni adottate, sul modo di operare degli organi sociali, assicurandone il buon funzionamento ai fini della sana e prudente gestione»._x000D_ _x000D_ IL CASO DI ITALEASE – Per quanto riguarda Italease, Draghi ha spiegato che un’ispezione avviata nel gennaio del 2007 aveva accertato che la banca in questione «aveva venduto a imprese clienti complessi prodotti derivati fortemente esposti a un rialzo dei tassi di interesse. A seguito degli andamenti di mercato questi derivati hanno determinato una forte repentina crescita nell’indebitamento dei clienti che li avevano acquistati». Di qui «oltre ai rischi legali e di reputazione, è cresciuta l’esposizione della banca al rischio di controparte». Draghi ha perciò auspicato che l’informazione al cliente sui servizi finanziari innovativi sia «completa», che sia «piena la comprensione del prodotto venduto da parte di chi lo propone» e che sia «chiara la consapevolezza dell’alta direzione della banca, che deve apprezzare appieno la complessità di questi prodotti». _x000D_ _x000D_ I TASSI – Sul capitolo dei tassi d’interesse, Draghi ha ricordato come «le economie di tutti i paesi» dell’Eurosistema «hanno finora risposto in modo simile a variazione dei tassi di interesse», anche se «all’avvio dell’Unione monetaria vi era il timore che certe caratteristiche strutturali avrebbero reso l’economia italiana più vulnerabile di altre a variazioni nei tassi ufficiali». «Negli anni recenti – ha osservato Draghi – il livello eccezionalmente ridotto dei premi per il rischio e degli stessi tassi, l’abbondante disponibilità dei finanziamenti sotto forma sia di credito sia di altri strumenti finanziari, l’alto volume di risorse generate all’interno delle imprese possono aver attutito gli effetti dei divari strutturali, che in presenza di condizioni economiche e finanziarie meno favorevoli di quelle degli ultimi anni potrebbero riemergere. È vero d’altra parte – ha messo ancora in evidenza – che la struttura del nostro sistema si sta evolvendo verso configurazioni più solide»._x000D_ _x000D_ LIBERALIZZAZIONI – Anche sulle liberalizzazioni il Governatore ha le idee chiare: «Guardiamo con favore alla finalità di questi interventi» anche se «abbiamo sollevato dubbi su alcuni aspetti tecnici», in particolare chiedendo di «lasciare lo spazio necessario alla regolamentazione secondaria e all’autoregolamentazione»._x000D_ _x000D_ DEBITO E INVESTIMENTI – Per quanto riguarda la questione dei conti pubblici, secondo Draghi, «al di là di quello che si poteva pensare al nostro ingresso in area Euro l’Italia, nonostante le sue carenze strutturali, regge bene, al pari con gli altri Paesi, alla variazioni dei tassi di interesse decisi dalla Bce nell’ultimo anno». Una delle sfide più immediate per l’Italia, ha detto ancora Draghi, è la riduzione «dell’enorme debito pubblico» perseguendo al tempo stesso la necessità di aumentare e incentivare gli investimenti per rilanciare lo sviluppo del Paese._x000D_ _x000D_ 13 luglio 2007Intervento all’assemblea dell’Abi: ridurre debito e incentivare investimenti Draghi: «In Italia i tassi più alti d’Europa» Ficcante critica del governatore alle banche: «Ci vuole più trasparenza nel rapporto coi clienti. Nuove norme di governance» STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU’ LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO _x000D_ _x000D_ Il governatore di Bankitalia Mario Draghi (Ap) _x000D_ ROMA – Trovare una soluzione per «i tassi dei mutui, che sono più alti della media europea», garantire maggiore trasparenza nel rapporto con i clienti ed emanare una serie di norme sulla governance. Sono questi gli obiettivi dichiarati del governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, intervenuto all’assemblea dell’Abi. Nel corso del suo intervento Draghi ha sottolineato che «correttezza, trasparenza e organizzazione adeguata sono essenziali per ogni banca che, accanto alle tradizionali operazioni di credito, venda prodotti complessi». Ci deve essere inoltre «una chiara linea decisionale che leghi l’alta direzione alle scelte operative e alle richieste dei clienti». _x000D_ GOVERNANCE DUALE – Riguardo alla governance, nei giorni scorsi, si era registrata una polemica a distanza tra Cesare Geronzi, neo presidente del Comitato di sorveglianza di Mediobanca, e il governatore. Oggetto del contendere la governance «duale», con la duplicazione dei compiti tra comitato di gestione e quello di sorveglianza. Per Draghi la struttura di comando e la distinzione dei compiti non risultano ben chiari e con l’intervento all’Abi il governatore ha preannunciato ulteriori interventi per definire i contorni del «duale», abbracciato tra l’altro anche da Intesa Sanpaolo. Condizione del successo delle operazioni di integrazione tra banche, ha detto Draghi, è «la qualità del governo societario. Chiarezza degli obiettivi, razionalità nella divisione della responsabilità ne orientino le scelte. La Banca d’Italia è attenta e attiva; continuerà a vigilare sulle soluzioni adottate, sul modo di operare degli organi sociali, assicurandone il buon funzionamento ai fini della sana e prudente gestione»._x000D_ _x000D_ IL CASO DI ITALEASE – Per quanto riguarda Italease, Draghi ha spiegato che un’ispezione avviata nel gennaio del 2007 aveva accertato che la banca in questione «aveva venduto a imprese clienti complessi prodotti derivati fortemente esposti a un rialzo dei tassi di interesse. A seguito degli andamenti di mercato questi derivati hanno determinato una forte repentina crescita nell’indebitamento dei clienti che li avevano acquistati». Di qui «oltre ai rischi legali e di reputazione, è cresciuta l’esposizione della banca al rischio di controparte». Draghi ha perciò auspicato che l’informazione al cliente sui servizi finanziari innovativi sia «completa», che sia «piena la comprensione del prodotto venduto da parte di chi lo propone» e che sia «chiara la consapevolezza dell’alta direzione della banca, che deve apprezzare appieno la complessità di questi prodotti». _x000D_ _x000D_ I TASSI – Sul capitolo dei tassi d’interesse, Draghi ha ricordato come «le economie di tutti i paesi» dell’Eurosistema «hanno finora risposto in modo simile a variazione dei tassi di interesse», anche se «all’avvio dell’Unione monetaria vi era il timore che certe caratteristiche strutturali avrebbero reso l’economia italiana più vulnerabile di altre a variazioni nei tassi ufficiali». «Negli anni recenti – ha osservato Draghi – il livello eccezionalmente ridotto dei premi per il rischio e degli stessi tassi, l’abbondante disponibilità dei finanziamenti sotto forma sia di credito sia di altri strumenti finanziari, l’alto volume di risorse generate all’interno delle imprese possono aver attutito gli effetti dei divari strutturali, che in presenza di condizioni economiche e finanziarie meno favorevoli di quelle degli ultimi anni potrebbero riemergere. È vero d’altra parte – ha messo ancora in evidenza – che la struttura del nostro sistema si sta evolvendo verso configurazioni più solide»._x000D_ _x000D_ LIBERALIZZAZIONI – Anche sulle liberalizzazioni il Governatore ha le idee chiare: «Guardiamo con favore alla finalità di questi interventi» anche se «abbiamo sollevato dubbi su alcuni aspetti tecnici», in particolare chiedendo di «lasciare lo spazio necessario alla regolamentazione secondaria e all’autoregolamentazione»._x000D_ _x000D_ DEBITO E INVESTIMENTI – Per quanto riguarda la questione dei conti pubblici, secondo Draghi, «al di là di quello che si poteva pensare al nostro ingresso in area Euro l’Italia, nonostante le sue carenze strutturali, regge bene, al pari con gli altri Paesi, alla variazioni dei tassi di interesse decisi dalla Bce nell’ultimo anno». Una delle sfide più immediate per l’Italia, ha detto ancora Draghi, è la riduzione «dell’enorme debito pubblico» perseguendo al tempo stesso la necessità di aumentare e incentivare gli investimenti per rilanciare lo sviluppo del Paese._x000D_ _x000D_ 13 luglio 2007

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