In due pagine la risposta del governatore al Commissario che chiedeva chiarimenti sui criteri di vigilanza

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“In due pagine la risposta del governatore al Commissario che chiedeva chiarimenti sui criteri di vigilanza «In Italia il sistema bancario è aperto» Lettera di Fazio a McCreevy che dice: Bankitalia scrive che non discrimina gli stranieri

di ROSSELLA LAMA

ROMA La lettera di due pagine fitte in times roman , il carattere usato dal governatore per le missive ufficiali, è arrivata Bruxelles. Una lettera nella quale Antonio Fazio risponde al commissario Ue per il mercato interno, Charley McCreevy, che l’Italia è un paese aperto, che non discrimina le banche straniere, e che Bankitalia svolge il suo ruolo di vigilanza sugli assetti azionari delle banche, fusioni e concentrazioni nel pieno rispetto della normativa italiana, europea e degli accordi internazionali. A dare notizia della sua esistenza è stato il destinatario. «Ringrazio il governatore Antonio Fazio di aver dato una risposta rapida. Noto con interesse che la Banca d’Italia ha risposto di non voler discriminare potenziali acquirenti». Ma non dice, McCrrevy, se si ritiene soddisfatto. «Studierò la lettera di Fazio dettagliatamente prima di dare una risposta secondo le procedure, e nel frattempo la Commissione europea continuerà a studiare la situazione del settore bancario in Italia».
Il 7 febbraio scorso il commissario Ue aveva chiesto al governatore di «rassicurare gli operatori che le autorità italiane non mantegono vincoli indifendibili contro la partecipazione straniera nel settore creditizio». In altri termini: le leggi europee non consentono di alzare barriere in difesa dell’italianità delle banche. E non è un problema di percentuali di partecipazione, aveva sottolineato McCreevy, ma di possibilità, per le banche del mercato comune, di acquisire il controllo di istituti italiani.
La risposta di Fazio è stata «secca e precisa», fanno sapere in Bankitalia. Per il resto Via Nazionale è abbottonatissima. Ma è facile da immaginare che tra gli argomenti spesi dal governatore ci sia quello che le banche si controllano anche sedendo nei patti di sindacato, come sanno bene anche Abn Amro, Bbva, Banco Santander, e il Crédit Agricole, che hanno una presenza ormai quasi decennale nelle maggiori banche del nostro paese. E’ comunque da escludere che il governatore abbia fatto riferimento a casi concreti. Il segreto d’ufficio gli impedisce, come rispose qualche mese fa alla Camera ad una domanda ficcante sulla condizione di un istituto, di divulgare notizie riservate a nessuno, ministri compresi.
Via Nazionale è profondamente contrariata dal fatto di dover rispondere alle accuse, nemmeno molto velate, di adottare criteri di vigilanza non rispettosi delle regole comunitarie. E offesa di come Bruxelles ha gestito la vicenda. I giornalisti hanno saputo dell’iniziativa di McCreevy prima ancora dello stesso Fazio, si rilevava ieri. «La lettera è pervenuta alla Banca d’Italia nel primo pomeriggio di venerdì 11 febbraio. E non aveva una documentazione che ne confermasse il ricevimento». Ma sui giornali di mercoledì 9 febbraio c’era già. Bankitalia quindi smentisce quello che aveva detto poche ore prima il portavoce del commissario: che la lettera di McCreevy era stata resa nota «dopo aver ricevuto conferma dalla rappresentanza diplomatica e dalla stessa Banca d’Italia, dell’avvenuta ricezione del testo». Una semplice gaffe o un vero e proprio giallo? In ogni caso l’argomento centrale non è questo.
Il punto centrale sono le spiegazioni che Fazio ha dato per convincere il Commissario per il mercato interno, e se ora si spegneranno i riflettori su quello che per McCreevy è diventato il ”caso Italia”. Tutto è partito a settembre scorso quando all’Econfin informale di Scheveningen, sulla spiaggia dell’Aja, il presidente di Abn Amro, e gli amministratori delegati di Bnp-Paribas e di Royal Bank of Scotland hanno bloccato i venticinque ministri delle finanze europei lamentando di incontrare ostacoli nei processi di espansione transfrontalieri. E l’Italia è entrata subito nel mirino.

ilmessaggero.caltanet.it

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