Il ministro Siniscalco si è dimesso Fazio e Finanziaria, le ragioni

0
894

ROMA – Domenico Siniscalco si è dimesso. E’ andato via ieri a tarda sera, come il suo predecessore Giulio Tremonti, dopo un freddo colloquio con Silvio Berlusconi. Il ministro dell’Economia lascia proprio alla vigilia della riunione del Fondo Monetario internazionale a Washington. E forse non a caso: Siniscalco era atteso per oggi all’Fmi nel suo ruolo di capodelegazione italiano. Ma non ha voluto presentarsi fianco a fianco col governatore di Bankitalia Antonio Fazio. _x000D_ _x000D_ Le dimissioni verranno ufficializzate oggi. Secondo le prime indiscrezioni, Silvio Berlusconi sarebbe intenzionato a prendere l’interim dell’Economia. Ma è anche possibile che si vada a una crisi di governo e a un esecutivo di transizione che faccia la Finanziaria e porti il Paese fino ad eventuali elezioni anticipate forse a febbraio. _x000D_ _x000D_ Salta, dunque, il ministro dell’Economia, di nuovo in altomare la Finanziaria. Le ragioni sono tante, ma basta ripercorrere la giornata di Siniscalco per capire i motivi del suo addio. _x000D_ _x000D_ Al mattino il ministro critica ancora il comportamento del Governatore della Banca d’Italia Fazio, commentando una sua eventuale iscrizione al registro degli indagati. “Ho sempre posto la questione bancaria e del governatore sul piano della credibilità e non su quello della legittimità. Quindi eventuali sviluppi di questo carattere non alterano senz’altro il mio giudizio che permane severo e permane sul piano della credibilità”. Su questo tema, è stato indubbiamente lasciato solo dal governo. Poco più tardi, a una precisa domanda, ha risposto che sarebbe andato comunque a Washington per l’Fmi: “Sono il capodelegazione. Non ci sono problemi”. _x000D_ _x000D_ Poi, per tutto il giorno ha subito critiche sulla Finanziaria. Da Montezemolo, dalla Lega, dall’Udc. Si è difeso facendo sapere a tutti che non avrebbe accettato una manovra “elettorale”. Ma sapeva che, nel suo ruolo di ministro tecnico, poteva reggere poco. _x000D_ _x000D_ Fino a quando ha capito che il momento è arrivato. A palazzo Grazioli, dove lo aspettava il premier, si è fatto accompagnare da Fini, che fu curiosamente protagonista anche dell’addio di Tremonti. Il 3 luglio del 2004 Tremonti se ne andò proprio in polemica con An. _x000D_ _x000D_ Stavolta è un’altra storia, lascia un ministro che continuava a dichiararsi tecnico. E che ha ha spiegato a Berlusconi di non poter accettare una “Finanziaria elettorale”. Una storia che si aggiunge agli addii di Ruggiero, Scajola. E’ un governo che ha il record di durata, ma anche in quanto a litigi è nelle prime posizioni. _x000D_ROMA – Domenico Siniscalco si è dimesso. E’ andato via ieri a tarda sera, come il suo predecessore Giulio Tremonti, dopo un freddo colloquio con Silvio Berlusconi. Il ministro dell’Economia lascia proprio alla vigilia della riunione del Fondo Monetario internazionale a Washington. E forse non a caso: Siniscalco era atteso per oggi all’Fmi nel suo ruolo di capodelegazione italiano. Ma non ha voluto presentarsi fianco a fianco col governatore di Bankitalia Antonio Fazio. _x000D_ _x000D_ Le dimissioni verranno ufficializzate oggi. Secondo le prime indiscrezioni, Silvio Berlusconi sarebbe intenzionato a prendere l’interim dell’Economia. Ma è anche possibile che si vada a una crisi di governo e a un esecutivo di transizione che faccia la Finanziaria e porti il Paese fino ad eventuali elezioni anticipate forse a febbraio. _x000D_ _x000D_ Salta, dunque, il ministro dell’Economia, di nuovo in altomare la Finanziaria. Le ragioni sono tante, ma basta ripercorrere la giornata di Siniscalco per capire i motivi del suo addio. _x000D_ _x000D_ Al mattino il ministro critica ancora il comportamento del Governatore della Banca d’Italia Fazio, commentando una sua eventuale iscrizione al registro degli indagati. “Ho sempre posto la questione bancaria e del governatore sul piano della credibilità e non su quello della legittimità. Quindi eventuali sviluppi di questo carattere non alterano senz’altro il mio giudizio che permane severo e permane sul piano della credibilità”. Su questo tema, è stato indubbiamente lasciato solo dal governo. Poco più tardi, a una precisa domanda, ha risposto che sarebbe andato comunque a Washington per l’Fmi: “Sono il capodelegazione. Non ci sono problemi”. _x000D_ _x000D_ Poi, per tutto il giorno ha subito critiche sulla Finanziaria. Da Montezemolo, dalla Lega, dall’Udc. Si è difeso facendo sapere a tutti che non avrebbe accettato una manovra “elettorale”. Ma sapeva che, nel suo ruolo di ministro tecnico, poteva reggere poco. _x000D_ _x000D_ Fino a quando ha capito che il momento è arrivato. A palazzo Grazioli, dove lo aspettava il premier, si è fatto accompagnare da Fini, che fu curiosamente protagonista anche dell’addio di Tremonti. Il 3 luglio del 2004 Tremonti se ne andò proprio in polemica con An. _x000D_ _x000D_ Stavolta è un’altra storia, lascia un ministro che continuava a dichiararsi tecnico. E che ha ha spiegato a Berlusconi di non poter accettare una “Finanziaria elettorale”. Una storia che si aggiunge agli addii di Ruggiero, Scajola. E’ un governo che ha il record di durata, ma anche in quanto a litigi è nelle prime posizioni. _x000D_ROMA – Domenico Siniscalco si è dimesso. E’ andato via ieri a tarda sera, come il suo predecessore Giulio Tremonti, dopo un freddo colloquio con Silvio Berlusconi. Il ministro dell’Economia lascia proprio alla vigilia della riunione del Fondo Monetario internazionale a Washington. E forse non a caso: Siniscalco era atteso per oggi all’Fmi nel suo ruolo di capodelegazione italiano. Ma non ha voluto presentarsi fianco a fianco col governatore di Bankitalia Antonio Fazio. _x000D_ _x000D_ Le dimissioni verranno ufficializzate oggi. Secondo le prime indiscrezioni, Silvio Berlusconi sarebbe intenzionato a prendere l’interim dell’Economia. Ma è anche possibile che si vada a una crisi di governo e a un esecutivo di transizione che faccia la Finanziaria e porti il Paese fino ad eventuali elezioni anticipate forse a febbraio. _x000D_ _x000D_ Salta, dunque, il ministro dell’Economia, di nuovo in altomare la Finanziaria. Le ragioni sono tante, ma basta ripercorrere la giornata di Siniscalco per capire i motivi del suo addio. _x000D_ _x000D_ Al mattino il ministro critica ancora il comportamento del Governatore della Banca d’Italia Fazio, commentando una sua eventuale iscrizione al registro degli indagati. “Ho sempre posto la questione bancaria e del governatore sul piano della credibilità e non su quello della legittimità. Quindi eventuali sviluppi di questo carattere non alterano senz’altro il mio giudizio che permane severo e permane sul piano della credibilità”. Su questo tema, è stato indubbiamente lasciato solo dal governo. Poco più tardi, a una precisa domanda, ha risposto che sarebbe andato comunque a Washington per l’Fmi: “Sono il capodelegazione. Non ci sono problemi”. _x000D_ _x000D_ Poi, per tutto il giorno ha subito critiche sulla Finanziaria. Da Montezemolo, dalla Lega, dall’Udc. Si è difeso facendo sapere a tutti che non avrebbe accettato una manovra “elettorale”. Ma sapeva che, nel suo ruolo di ministro tecnico, poteva reggere poco. _x000D_ _x000D_ Fino a quando ha capito che il momento è arrivato. A palazzo Grazioli, dove lo aspettava il premier, si è fatto accompagnare da Fini, che fu curiosamente protagonista anche dell’addio di Tremonti. Il 3 luglio del 2004 Tremonti se ne andò proprio in polemica con An. _x000D_ _x000D_ Stavolta è un’altra storia, lascia un ministro che continuava a dichiararsi tecnico. E che ha ha spiegato a Berlusconi di non poter accettare una “Finanziaria elettorale”. Una storia che si aggiunge agli addii di Ruggiero, Scajola. E’ un governo che ha il record di durata, ma anche in quanto a litigi è nelle prime posizioni. _x000D_ROMA – Domenico Siniscalco si è dimesso. E’ andato via ieri a tarda sera, come il suo predecessore Giulio Tremonti, dopo un freddo colloquio con Silvio Berlusconi. Il ministro dell’Economia lascia proprio alla vigilia della riunione del Fondo Monetario internazionale a Washington. E forse non a caso: Siniscalco era atteso per oggi all’Fmi nel suo ruolo di capodelegazione italiano. Ma non ha voluto presentarsi fianco a fianco col governatore di Bankitalia Antonio Fazio. _x000D_ _x000D_ Le dimissioni verranno ufficializzate oggi. Secondo le prime indiscrezioni, Silvio Berlusconi sarebbe intenzionato a prendere l’interim dell’Economia. Ma è anche possibile che si vada a una crisi di governo e a un esecutivo di transizione che faccia la Finanziaria e porti il Paese fino ad eventuali elezioni anticipate forse a febbraio. _x000D_ _x000D_ Salta, dunque, il ministro dell’Economia, di nuovo in altomare la Finanziaria. Le ragioni sono tante, ma basta ripercorrere la giornata di Siniscalco per capire i motivi del suo addio. _x000D_ _x000D_ Al mattino il ministro critica ancora il comportamento del Governatore della Banca d’Italia Fazio, commentando una sua eventuale iscrizione al registro degli indagati. “Ho sempre posto la questione bancaria e del governatore sul piano della credibilità e non su quello della legittimità. Quindi eventuali sviluppi di questo carattere non alterano senz’altro il mio giudizio che permane severo e permane sul piano della credibilità”. Su questo tema, è stato indubbiamente lasciato solo dal governo. Poco più tardi, a una precisa domanda, ha risposto che sarebbe andato comunque a Washington per l’Fmi: “Sono il capodelegazione. Non ci sono problemi”. _x000D_ _x000D_ Poi, per tutto il giorno ha subito critiche sulla Finanziaria. Da Montezemolo, dalla Lega, dall’Udc. Si è difeso facendo sapere a tutti che non avrebbe accettato una manovra “elettorale”. Ma sapeva che, nel suo ruolo di ministro tecnico, poteva reggere poco. _x000D_ _x000D_ Fino a quando ha capito che il momento è arrivato. A palazzo Grazioli, dove lo aspettava il premier, si è fatto accompagnare da Fini, che fu curiosamente protagonista anche dell’addio di Tremonti. Il 3 luglio del 2004 Tremonti se ne andò proprio in polemica con An. _x000D_ _x000D_ Stavolta è un’altra storia, lascia un ministro che continuava a dichiararsi tecnico. E che ha ha spiegato a Berlusconi di non poter accettare una “Finanziaria elettorale”. Una storia che si aggiunge agli addii di Ruggiero, Scajola. E’ un governo che ha il record di durata, ma anche in quanto a litigi è nelle prime posizioni. _x000D_ROMA – Domenico Siniscalco si è dimesso. E’ andato via ieri a tarda sera, come il suo predecessore Giulio Tremonti, dopo un freddo colloquio con Silvio Berlusconi. Il ministro dell’Economia lascia proprio alla vigilia della riunione del Fondo Monetario internazionale a Washington. E forse non a caso: Siniscalco era atteso per oggi all’Fmi nel suo ruolo di capodelegazione italiano. Ma non ha voluto presentarsi fianco a fianco col governatore di Bankitalia Antonio Fazio. _x000D_ _x000D_ Le dimissioni verranno ufficializzate oggi. Secondo le prime indiscrezioni, Silvio Berlusconi sarebbe intenzionato a prendere l’interim dell’Economia. Ma è anche possibile che si vada a una crisi di governo e a un esecutivo di transizione che faccia la Finanziaria e porti il Paese fino ad eventuali elezioni anticipate forse a febbraio. _x000D_ _x000D_ Salta, dunque, il ministro dell’Economia, di nuovo in altomare la Finanziaria. Le ragioni sono tante, ma basta ripercorrere la giornata di Siniscalco per capire i motivi del suo addio. _x000D_ _x000D_ Al mattino il ministro critica ancora il comportamento del Governatore della Banca d’Italia Fazio, commentando una sua eventuale iscrizione al registro degli indagati. “Ho sempre posto la questione bancaria e del governatore sul piano della credibilità e non su quello della legittimità. Quindi eventuali sviluppi di questo carattere non alterano senz’altro il mio giudizio che permane severo e permane sul piano della credibilità”. Su questo tema, è stato indubbiamente lasciato solo dal governo. Poco più tardi, a una precisa domanda, ha risposto che sarebbe andato comunque a Washington per l’Fmi: “Sono il capodelegazione. Non ci sono problemi”. _x000D_ _x000D_ Poi, per tutto il giorno ha subito critiche sulla Finanziaria. Da Montezemolo, dalla Lega, dall’Udc. Si è difeso facendo sapere a tutti che non avrebbe accettato una manovra “elettorale”. Ma sapeva che, nel suo ruolo di ministro tecnico, poteva reggere poco. _x000D_ _x000D_ Fino a quando ha capito che il momento è arrivato. A palazzo Grazioli, dove lo aspettava il premier, si è fatto accompagnare da Fini, che fu curiosamente protagonista anche dell’addio di Tremonti. Il 3 luglio del 2004 Tremonti se ne andò proprio in polemica con An. _x000D_ _x000D_ Stavolta è un’altra storia, lascia un ministro che continuava a dichiararsi tecnico. E che ha ha spiegato a Berlusconi di non poter accettare una “Finanziaria elettorale”. Una storia che si aggiunge agli addii di Ruggiero, Scajola. E’ un governo che ha il record di durata, ma anche in quanto a litigi è nelle prime posizioni. _x000D_ROMA – Domenico Siniscalco si è dimesso. E’ andato via ieri a tarda sera, come il suo predecessore Giulio Tremonti, dopo un freddo colloquio con Silvio Berlusconi. Il ministro dell’Economia lascia proprio alla vigilia della riunione del Fondo Monetario internazionale a Washington. E forse non a caso: Siniscalco era atteso per oggi all’Fmi nel suo ruolo di capodelegazione italiano. Ma non ha voluto presentarsi fianco a fianco col governatore di Bankitalia Antonio Fazio. _x000D_ _x000D_ Le dimissioni verranno ufficializzate oggi. Secondo le prime indiscrezioni, Silvio Berlusconi sarebbe intenzionato a prendere l’interim dell’Economia. Ma è anche possibile che si vada a una crisi di governo e a un esecutivo di transizione che faccia la Finanziaria e porti il Paese fino ad eventuali elezioni anticipate forse a febbraio. _x000D_ _x000D_ Salta, dunque, il ministro dell’Economia, di nuovo in altomare la Finanziaria. Le ragioni sono tante, ma basta ripercorrere la giornata di Siniscalco per capire i motivi del suo addio. _x000D_ _x000D_ Al mattino il ministro critica ancora il comportamento del Governatore della Banca d’Italia Fazio, commentando una sua eventuale iscrizione al registro degli indagati. “Ho sempre posto la questione bancaria e del governatore sul piano della credibilità e non su quello della legittimità. Quindi eventuali sviluppi di questo carattere non alterano senz’altro il mio giudizio che permane severo e permane sul piano della credibilità”. Su questo tema, è stato indubbiamente lasciato solo dal governo. Poco più tardi, a una precisa domanda, ha risposto che sarebbe andato comunque a Washington per l’Fmi: “Sono il capodelegazione. Non ci sono problemi”. _x000D_ _x000D_ Poi, per tutto il giorno ha subito critiche sulla Finanziaria. Da Montezemolo, dalla Lega, dall’Udc. Si è difeso facendo sapere a tutti che non avrebbe accettato una manovra “elettorale”. Ma sapeva che, nel suo ruolo di ministro tecnico, poteva reggere poco. _x000D_ _x000D_ Fino a quando ha capito che il momento è arrivato. A palazzo Grazioli, dove lo aspettava il premier, si è fatto accompagnare da Fini, che fu curiosamente protagonista anche dell’addio di Tremonti. Il 3 luglio del 2004 Tremonti se ne andò proprio in polemica con An. _x000D_ _x000D_ Stavolta è un’altra storia, lascia un ministro che continuava a dichiararsi tecnico. E che ha ha spiegato a Berlusconi di non poter accettare una “Finanziaria elettorale”. Una storia che si aggiunge agli addii di Ruggiero, Scajola. E’ un governo che ha il record di durata, ma anche in quanto a litigi è nelle prime posizioni. _x000D_ROMA – Domenico Siniscalco si è dimesso. E’ andato via ieri a tarda sera, come il suo predecessore Giulio Tremonti, dopo un freddo colloquio con Silvio Berlusconi. Il ministro dell’Economia lascia proprio alla vigilia della riunione del Fondo Monetario internazionale a Washington. E forse non a caso: Siniscalco era atteso per oggi all’Fmi nel suo ruolo di capodelegazione italiano. Ma non ha voluto presentarsi fianco a fianco col governatore di Bankitalia Antonio Fazio. _x000D_ _x000D_ Le dimissioni verranno ufficializzate oggi. Secondo le prime indiscrezioni, Silvio Berlusconi sarebbe intenzionato a prendere l’interim dell’Economia. Ma è anche possibile che si vada a una crisi di governo e a un esecutivo di transizione che faccia la Finanziaria e porti il Paese fino ad eventuali elezioni anticipate forse a febbraio. _x000D_ _x000D_ Salta, dunque, il ministro dell’Economia, di nuovo in altomare la Finanziaria. Le ragioni sono tante, ma basta ripercorrere la giornata di Siniscalco per capire i motivi del suo addio. _x000D_ _x000D_ Al mattino il ministro critica ancora il comportamento del Governatore della Banca d’Italia Fazio, commentando una sua eventuale iscrizione al registro degli indagati. “Ho sempre posto la questione bancaria e del governatore sul piano della credibilità e non su quello della legittimità. Quindi eventuali sviluppi di questo carattere non alterano senz’altro il mio giudizio che permane severo e permane sul piano della credibilità”. Su questo tema, è stato indubbiamente lasciato solo dal governo. Poco più tardi, a una precisa domanda, ha risposto che sarebbe andato comunque a Washington per l’Fmi: “Sono il capodelegazione. Non ci sono problemi”. _x000D_ _x000D_ Poi, per tutto il giorno ha subito critiche sulla Finanziaria. Da Montezemolo, dalla Lega, dall’Udc. Si è difeso facendo sapere a tutti che non avrebbe accettato una manovra “elettorale”. Ma sapeva che, nel suo ruolo di ministro tecnico, poteva reggere poco. _x000D_ _x000D_ Fino a quando ha capito che il momento è arrivato. A palazzo Grazioli, dove lo aspettava il premier, si è fatto accompagnare da Fini, che fu curiosamente protagonista anche dell’addio di Tremonti. Il 3 luglio del 2004 Tremonti se ne andò proprio in polemica con An. _x000D_ _x000D_ Stavolta è un’altra storia, lascia un ministro che continuava a dichiararsi tecnico. E che ha ha spiegato a Berlusconi di non poter accettare una “Finanziaria elettorale”. Una storia che si aggiunge agli addii di Ruggiero, Scajola. E’ un governo che ha il record di durata, ma anche in quanto a litigi è nelle prime posizioni. _x000D_ROMA – Domenico Siniscalco si è dimesso. E’ andato via ieri a tarda sera, come il suo predecessore Giulio Tremonti, dopo un freddo colloquio con Silvio Berlusconi. Il ministro dell’Economia lascia proprio alla vigilia della riunione del Fondo Monetario internazionale a Washington. E forse non a caso: Siniscalco era atteso per oggi all’Fmi nel suo ruolo di capodelegazione italiano. Ma non ha voluto presentarsi fianco a fianco col governatore di Bankitalia Antonio Fazio. _x000D_ _x000D_ Le dimissioni verranno ufficializzate oggi. Secondo le prime indiscrezioni, Silvio Berlusconi sarebbe intenzionato a prendere l’interim dell’Economia. Ma è anche possibile che si vada a una crisi di governo e a un esecutivo di transizione che faccia la Finanziaria e porti il Paese fino ad eventuali elezioni anticipate forse a febbraio. _x000D_ _x000D_ Salta, dunque, il ministro dell’Economia, di nuovo in altomare la Finanziaria. Le ragioni sono tante, ma basta ripercorrere la giornata di Siniscalco per capire i motivi del suo addio. _x000D_ _x000D_ Al mattino il ministro critica ancora il comportamento del Governatore della Banca d’Italia Fazio, commentando una sua eventuale iscrizione al registro degli indagati. “Ho sempre posto la questione bancaria e del governatore sul piano della credibilità e non su quello della legittimità. Quindi eventuali sviluppi di questo carattere non alterano senz’altro il mio giudizio che permane severo e permane sul piano della credibilità”. Su questo tema, è stato indubbiamente lasciato solo dal governo. Poco più tardi, a una precisa domanda, ha risposto che sarebbe andato comunque a Washington per l’Fmi: “Sono il capodelegazione. Non ci sono problemi”. _x000D_ _x000D_ Poi, per tutto il giorno ha subito critiche sulla Finanziaria. Da Montezemolo, dalla Lega, dall’Udc. Si è difeso facendo sapere a tutti che non avrebbe accettato una manovra “elettorale”. Ma sapeva che, nel suo ruolo di ministro tecnico, poteva reggere poco. _x000D_ _x000D_ Fino a quando ha capito che il momento è arrivato. A palazzo Grazioli, dove lo aspettava il premier, si è fatto accompagnare da Fini, che fu curiosamente protagonista anche dell’addio di Tremonti. Il 3 luglio del 2004 Tremonti se ne andò proprio in polemica con An. _x000D_ _x000D_ Stavolta è un’altra storia, lascia un ministro che continuava a dichiararsi tecnico. E che ha ha spiegato a Berlusconi di non poter accettare una “Finanziaria elettorale”. Una storia che si aggiunge agli addii di Ruggiero, Scajola. E’ un governo che ha il record di durata, ma anche in quanto a litigi è nelle prime posizioni. _x000D_ROMA – Domenico Siniscalco si è dimesso. E’ andato via ieri a tarda sera, come il suo predecessore Giulio Tremonti, dopo un freddo colloquio con Silvio Berlusconi. Il ministro dell’Economia lascia proprio alla vigilia della riunione del Fondo Monetario internazionale a Washington. E forse non a caso: Siniscalco era atteso per oggi all’Fmi nel suo ruolo di capodelegazione italiano. Ma non ha voluto presentarsi fianco a fianco col governatore di Bankitalia Antonio Fazio. _x000D_ _x000D_ Le dimissioni verranno ufficializzate oggi. Secondo le prime indiscrezioni, Silvio Berlusconi sarebbe intenzionato a prendere l’interim dell’Economia. Ma è anche possibile che si vada a una crisi di governo e a un esecutivo di transizione che faccia la Finanziaria e porti il Paese fino ad eventuali elezioni anticipate forse a febbraio. _x000D_ _x000D_ Salta, dunque, il ministro dell’Economia, di nuovo in altomare la Finanziaria. Le ragioni sono tante, ma basta ripercorrere la giornata di Siniscalco per capire i motivi del suo addio. _x000D_ _x000D_ Al mattino il ministro critica ancora il comportamento del Governatore della Banca d’Italia Fazio, commentando una sua eventuale iscrizione al registro degli indagati. “Ho sempre posto la questione bancaria e del governatore sul piano della credibilità e non su quello della legittimità. Quindi eventuali sviluppi di questo carattere non alterano senz’altro il mio giudizio che permane severo e permane sul piano della credibilità”. Su questo tema, è stato indubbiamente lasciato solo dal governo. Poco più tardi, a una precisa domanda, ha risposto che sarebbe andato comunque a Washington per l’Fmi: “Sono il capodelegazione. Non ci sono problemi”. _x000D_ _x000D_ Poi, per tutto il giorno ha subito critiche sulla Finanziaria. Da Montezemolo, dalla Lega, dall’Udc. Si è difeso facendo sapere a tutti che non avrebbe accettato una manovra “elettorale”. Ma sapeva che, nel suo ruolo di ministro tecnico, poteva reggere poco. _x000D_ _x000D_ Fino a quando ha capito che il momento è arrivato. A palazzo Grazioli, dove lo aspettava il premier, si è fatto accompagnare da Fini, che fu curiosamente protagonista anche dell’addio di Tremonti. Il 3 luglio del 2004 Tremonti se ne andò proprio in polemica con An. _x000D_ _x000D_ Stavolta è un’altra storia, lascia un ministro che continuava a dichiararsi tecnico. E che ha ha spiegato a Berlusconi di non poter accettare una “Finanziaria elettorale”. Una storia che si aggiunge agli addii di Ruggiero, Scajola. E’ un governo che ha il record di durata, ma anche in quanto a litigi è nelle prime posizioni. _x000D_ROMA – Domenico Siniscalco si è dimesso. E’ andato via ieri a tarda sera, come il suo predecessore Giulio Tremonti, dopo un freddo colloquio con Silvio Berlusconi. Il ministro dell’Economia lascia proprio alla vigilia della riunione del Fondo Monetario internazionale a Washington. E forse non a caso: Siniscalco era atteso per oggi all’Fmi nel suo ruolo di capodelegazione italiano. Ma non ha voluto presentarsi fianco a fianco col governatore di Bankitalia Antonio Fazio. _x000D_ _x000D_ Le dimissioni verranno ufficializzate oggi. Secondo le prime indiscrezioni, Silvio Berlusconi sarebbe intenzionato a prendere l’interim dell’Economia. Ma è anche possibile che si vada a una crisi di governo e a un esecutivo di transizione che faccia la Finanziaria e porti il Paese fino ad eventuali elezioni anticipate forse a febbraio. _x000D_ _x000D_ Salta, dunque, il ministro dell’Economia, di nuovo in altomare la Finanziaria. Le ragioni sono tante, ma basta ripercorrere la giornata di Siniscalco per capire i motivi del suo addio. _x000D_ _x000D_ Al mattino il ministro critica ancora il comportamento del Governatore della Banca d’Italia Fazio, commentando una sua eventuale iscrizione al registro degli indagati. “Ho sempre posto la questione bancaria e del governatore sul piano della credibilità e non su quello della legittimità. Quindi eventuali sviluppi di questo carattere non alterano senz’altro il mio giudizio che permane severo e permane sul piano della credibilità”. Su questo tema, è stato indubbiamente lasciato solo dal governo. Poco più tardi, a una precisa domanda, ha risposto che sarebbe andato comunque a Washington per l’Fmi: “Sono il capodelegazione. Non ci sono problemi”. _x000D_ _x000D_ Poi, per tutto il giorno ha subito critiche sulla Finanziaria. Da Montezemolo, dalla Lega, dall’Udc. Si è difeso facendo sapere a tutti che non avrebbe accettato una manovra “elettorale”. Ma sapeva che, nel suo ruolo di ministro tecnico, poteva reggere poco. _x000D_ _x000D_ Fino a quando ha capito che il momento è arrivato. A palazzo Grazioli, dove lo aspettava il premier, si è fatto accompagnare da Fini, che fu curiosamente protagonista anche dell’addio di Tremonti. Il 3 luglio del 2004 Tremonti se ne andò proprio in polemica con An. _x000D_ _x000D_ Stavolta è un’altra storia, lascia un ministro che continuava a dichiararsi tecnico. E che ha ha spiegato a Berlusconi di non poter accettare una “Finanziaria elettorale”. Una storia che si aggiunge agli addii di Ruggiero, Scajola. E’ un governo che ha il record di durata, ma anche in quanto a litigi è nelle prime posizioni. _x000D_ROMA – Domenico Siniscalco si è dimesso. E’ andato via ieri a tarda sera, come il suo predecessore Giulio Tremonti, dopo un freddo colloquio con Silvio Berlusconi. Il ministro dell’Economia lascia proprio alla vigilia della riunione del Fondo Monetario internazionale a Washington. E forse non a caso: Siniscalco era atteso per oggi all’Fmi nel suo ruolo di capodelegazione italiano. Ma non ha voluto presentarsi fianco a fianco col governatore di Bankitalia Antonio Fazio. _x000D_ _x000D_ Le dimissioni verranno ufficializzate oggi. Secondo le prime indiscrezioni, Silvio Berlusconi sarebbe intenzionato a prendere l’interim dell’Economia. Ma è anche possibile che si vada a una crisi di governo e a un esecutivo di transizione che faccia la Finanziaria e porti il Paese fino ad eventuali elezioni anticipate forse a febbraio. _x000D_ _x000D_ Salta, dunque, il ministro dell’Economia, di nuovo in altomare la Finanziaria. Le ragioni sono tante, ma basta ripercorrere la giornata di Siniscalco per capire i motivi del suo addio. _x000D_ _x000D_ Al mattino il ministro critica ancora il comportamento del Governatore della Banca d’Italia Fazio, commentando una sua eventuale iscrizione al registro degli indagati. “Ho sempre posto la questione bancaria e del governatore sul piano della credibilità e non su quello della legittimità. Quindi eventuali sviluppi di questo carattere non alterano senz’altro il mio giudizio che permane severo e permane sul piano della credibilità”. Su questo tema, è stato indubbiamente lasciato solo dal governo. Poco più tardi, a una precisa domanda, ha risposto che sarebbe andato comunque a Washington per l’Fmi: “Sono il capodelegazione. Non ci sono problemi”. _x000D_ _x000D_ Poi, per tutto il giorno ha subito critiche sulla Finanziaria. Da Montezemolo, dalla Lega, dall’Udc. Si è difeso facendo sapere a tutti che non avrebbe accettato una manovra “elettorale”. Ma sapeva che, nel suo ruolo di ministro tecnico, poteva reggere poco. _x000D_ _x000D_ Fino a quando ha capito che il momento è arrivato. A palazzo Grazioli, dove lo aspettava il premier, si è fatto accompagnare da Fini, che fu curiosamente protagonista anche dell’addio di Tremonti. Il 3 luglio del 2004 Tremonti se ne andò proprio in polemica con An. _x000D_ _x000D_ Stavolta è un’altra storia, lascia un ministro che continuava a dichiararsi tecnico. E che ha ha spiegato a Berlusconi di non poter accettare una “Finanziaria elettorale”. Una storia che si aggiunge agli addii di Ruggiero, Scajola. E’ un governo che ha il record di durata, ma anche in quanto a litigi è nelle prime posizioni. _x000D_ROMA – Domenico Siniscalco si è dimesso. E’ andato via ieri a tarda sera, come il suo predecessore Giulio Tremonti, dopo un freddo colloquio con Silvio Berlusconi. Il ministro dell’Economia lascia proprio alla vigilia della riunione del Fondo Monetario internazionale a Washington. E forse non a caso: Siniscalco era atteso per oggi all’Fmi nel suo ruolo di capodelegazione italiano. Ma non ha voluto presentarsi fianco a fianco col governatore di Bankitalia Antonio Fazio. _x000D_ _x000D_ Le dimissioni verranno ufficializzate oggi. Secondo le prime indiscrezioni, Silvio Berlusconi sarebbe intenzionato a prendere l’interim dell’Economia. Ma è anche possibile che si vada a una crisi di governo e a un esecutivo di transizione che faccia la Finanziaria e porti il Paese fino ad eventuali elezioni anticipate forse a febbraio. _x000D_ _x000D_ Salta, dunque, il ministro dell’Economia, di nuovo in altomare la Finanziaria. Le ragioni sono tante, ma basta ripercorrere la giornata di Siniscalco per capire i motivi del suo addio. _x000D_ _x000D_ Al mattino il ministro critica ancora il comportamento del Governatore della Banca d’Italia Fazio, commentando una sua eventuale iscrizione al registro degli indagati. “Ho sempre posto la questione bancaria e del governatore sul piano della credibilità e non su quello della legittimità. Quindi eventuali sviluppi di questo carattere non alterano senz’altro il mio giudizio che permane severo e permane sul piano della credibilità”. Su questo tema, è stato indubbiamente lasciato solo dal governo. Poco più tardi, a una precisa domanda, ha risposto che sarebbe andato comunque a Washington per l’Fmi: “Sono il capodelegazione. Non ci sono problemi”. _x000D_ _x000D_ Poi, per tutto il giorno ha subito critiche sulla Finanziaria. Da Montezemolo, dalla Lega, dall’Udc. Si è difeso facendo sapere a tutti che non avrebbe accettato una manovra “elettorale”. Ma sapeva che, nel suo ruolo di ministro tecnico, poteva reggere poco. _x000D_ _x000D_ Fino a quando ha capito che il momento è arrivato. A palazzo Grazioli, dove lo aspettava il premier, si è fatto accompagnare da Fini, che fu curiosamente protagonista anche dell’addio di Tremonti. Il 3 luglio del 2004 Tremonti se ne andò proprio in polemica con An. _x000D_ _x000D_ Stavolta è un’altra storia, lascia un ministro che continuava a dichiararsi tecnico. E che ha ha spiegato a Berlusconi di non poter accettare una “Finanziaria elettorale”. Una storia che si aggiunge agli addii di Ruggiero, Scajola. E’ un governo che ha il record di durata, ma anche in quanto a litigi è nelle prime posizioni. _x000D_

www.repubblica.it

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here