No a interessi di usura sui conti in rosso: Arriva la condanna alla banca Intesa San Paolo

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Condannata Intesa San Paolo, vittoria del Movimento Consumatori

E’ un’importante vittoria quella del Movimento Consumatori contro le banche sul divieto di anatocismo, che comporterà un risparmio per i correntisti in caso di “conto in rosso”.

È stata infatti emessa un’ordinanza del Tribunale di Milano che ha inibito a Intesa Sanpaolo ogni forma di capitalizzazione degli interessi passivi e ogni pratica anatocistica in tutti i contratti di conto corrente con i consumatori.

La banca è stata condannata a pubblicare il dispositivo dell’ordinanza sulla home page del proprio sito web. Ma non solo: dovrà comunicarlo anche a tutti i consumatori con le stesse modalità con le quali vengono inviati gli estratti di conto corrente.
“La decisione conferma l’orientamento del Tribunale di Milano e di quello di Cuneo – spiega il Movimento Consumatori – che con l’ordinanza del 29 giugno scorso hanno condannato, il primo ING Bank, BPM e Deutsche Bank e il secondo la Banca Regionale Europea a cessare ogni pratica anatocistica”.

La decisione del Tribunale aveva preoccupato anche la Commissione Europea che il 12 giugno aveva scritto all’ambasciatore europeo Stefano Sannino, rappresentante permanente dell’Italia presso l’unione Europea, una lettera di chiarimenti sulle modifiche legislative italiane in materia di calcolo degli interessi nelle operazioni bancarie. Oltre a chiedere chiarimenti, e a sostenere che in Europa la capitalizzazione degli interessi è “pratica comune”, si dice che “un simile divieto è suscettibile di rendere più onerose e complicate alcune operazioni bancarie e potrebbero tradursi in ostacoli ingiustificati alla prestazione di servizi bancari da parte di operatori stranieri che operano in Italia”.

Il Tribunale di Milano, nella sua ordinanza, sostiene invece il contrario, ovvero che “la materia dell’anatocismo non è oggetto di una specifica regolamentazione nella normativa europea, tanto meno in sede bancaria”. “E’ agevole rilevare – aggiunge il Tribunale – che l’anatocismo è una condizione gravosa per la clientela, la cui eliminazione non può che giovare alla penetrazione nel mercato da parte di tutte le banche, di qualunque Stato membro”.

Fonte: Repubblica.it

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