Oggi, La Banca D’Italia, in persona del Governatore Dott. Ignazio Visco ha scoperto “l’acqua calda!”

0
194
Foto Fabio Cimaglia / LaPresse31-10-2014 RomaPoliticaGiornata mondiale del risparmio dell'ACRINella foto Ignazio Visco

Oggi, La Banca D’Italia, in persona del Governatore Dott. Ignazio Visco ha scoperto “l’acqua calda!”

Una notizia che fa clamore e ci fa fare un ragionamento serio e costruttivo.

Visco afferma che la situazione debitoria in Italia ci rende vulnerabili.
Ma va?
Proprio il Governatore di Banca D’Italia, fa un’affermazione simile?
Ma caro Governatore, in quale mondo vivi?
Forse i dati statistici che affluiscono tutti i giorni, non ti fanno rabbrividire e smettere di continuare a prendere in giro milioni di cittadini che con una battuta di ciglia, hanno perso tutto?
Non vogliamo fare con questo demagogia o attirare attenzione su un argomento delicatissimo che coinvolge imprese e famiglie italiane ma, desideriamo solo far luce su quanto da Noi, più volte scritto e segnalato ai vari Ministri dell’Economia, Presidenti della Repubblica e Governatori che si sono succeduti in questi ultimi 15 anni.
In particolare, desideriamo far conoscere nuovamente una situazione di totale degrado, in cui versa il nostro sistema finanziario e bancario, dove le banche in questi ultimi decenni hanno fatto la parte del leone e gestito l’economia del nostro Paese.
Un economia, dettata da sregolatezza e basata su errati sentiment, che ha generato solo debiti alla collettività.
Sono state fatte delle correzioni, si è tentato, con l’introduzione di Basilea 1, poi 2 e per ultimo 3 (come quando eravamo piccoli 1,2 3 stella…..) di regolare un Mercato che già di suo è sregolato.
Ma questi tentativi hanno portato, come noto al fallimento di un numero elevatissimo di Aziende, creando disoccupazione, disperazione e povertà e non ultimo il conseguente fallimento di note banche Italiane.
E qui ci viene da pensare “ma, la vigilanza di Banca D’Italia dove era?”. Ma questo è solo un nostro pensiero!
Fallimenti di aziende annunciati e successivamente dichiarati, dove Imprese e Consumatori hanno lasciato e perso la loro vita economica.
Si è tentato, come sempre, di arginare questa problematica, alleggerendo e modificando più volte la Legge Fallimentare (solito pasticcio all’Italiana).
Anche stavolta creando un grande caos e senza portare soluzioni.
Va sottolineato, inoltre, come può un sistema bancario, che tutti i giorni fa proselitismo attraverso mass-media, finanziare o offrire credito a Clienti, quando è lo stesso sistema in questa anni ha ucciso, attraverso l’inserimento degli stessi nelle Centrali Rischi, milioni di consumatori e aziende?
Sono anni che ci battiamo, per dichiarare e confermare un fenomeno, quello delle Centrali Rischi, che ha portato al tracollo e al fallimento del sistema bancario.
Nonostante tutto, seppur con intelligenza e diligenza si possa, risolvere questa problematica, Banca D’Italia e ABI respingono ogni forma di sanatoria per coloro che giacciono perennemente nel sistema delle Centrali rischi.
E la problematica si ripete: banche che magari sono liquide e vogliono fare attività di finanziamento e concessione del credito ma, non possono perché ormai l’80% e forse qualcosa in più, dei richiedenti è presente in Centrale Rischi come cattivo pagatore.
E allora ci chiediamo, come può oggi la banca fare impresa se non ha più i Clienti?
Clienti che la stessa ha precedentemente dissolto nelle Centrali Rischi?
Ed oggi, leggiamo con grande meraviglia, che il Governatore ha affermato che il debito rende vulnerabile il sistema Paese.
Certamente che sì!
Ma, oltre alla vulnerabilità, come più volte da Noi denunciato produce:

Povertà
Sofferenza
Disperazione
Suicidi
Lavoro Nero
Riciclaggio
Sommerso
Evasione Fiscale

E tante altre forme di iniziative e attività contro legem.
Ora per Noi sarebbe molto bello e semplice, che il Governatore di Banca D’Italia, Dott. Ignazio Visco, attraverso i vari uffici, presenti nella sua Banca D’Italia, avvii una ricerca approfondita sul fenomeno delle Centrali Rischi e verifichi, che cosa accade al sistema bancario, quando una banca segnala il Cliente come cattivo pagatore. Studi l’effetto domino e le conseguenze che genera a quel Cliente meglio se Impresa.
La causa è la segnalazione e l’effetto è il fallimento.


Visco: “Vulnerabili per crediti deteriorati, pronti a intervenire sulle banche”

Il governatore di Bankitalia auspica “più investimenti pubblici e meno agevolazioni fiscali” e sugli istituti di credito avverte: “Se necessario, rimuoveremo i manager”

“Il debito pubblico e i crediti deteriorati riducono i margini di manovra dello Stato e degli intermediari finanziari; entrambi rendono vulnerabili l’economia alle turbolenze sui mercati e possono amplificare gli effetti delle fluttuazioni”. Così il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, secondo cui “l’elevato debito è un fattore di vulnerabilità, condiziona la vita del Paese”. Servono “più investimenti pubblici e meno agevolazioni fiscali”.

“Banche, interverremo noi se necessario” – Il governatore è intervenuto in merito al controllo di Palazzo Koch sulle banche e ha detto: “Da meno di due anni la Vigilanza ha il potere di rimuovere i manager, cosa diversa dal potere precedente, di sciogliere l’intero Cda solo in caso di amministrazione controllata, una situazione che richiedeva il verificarsi di particolari condizioni. Ora, se ci si accorgerà che gli azionisti, dopo essere stati messi sull’avviso, ritardano a prendere i provvedimenti necessari, si dovrà intervenire con tempestività e decisione. E’ stato fatto e lo si farà se necessario”.

“Per l’Italia gli anni peggiori dal Dopoguerra” – “Sull’economia dell’euro – ha affermato Visco – pesa l’eredità di un decennio segnato da due recessioni, una causata dalla crisi finanziaria globale e l’altra da quella dei debiti sovrani, e dal rischio di una spirale deflazionistica. Alcuni Paesi sono stati particolarmente colpiti. Per l’economia italiana sono stati gli anni peggiori della sua storia dal Dopoguerra”.

“Sforzo eccezionale per superare la crisi” – Nella sua relazione annuale, il numero uno della Banca d’Italia ha sottolineato: “L’esigenza di superare la crisi ha sollecitato, e sollecita ancora, uno sforzo eccezionale. Non minore è l’impegno necessario per ritrovare un sentiero di crescita stabile ed elevata, per risolvere la questione del lavoro, così difficile da creare, mantenere e trasformare. Una questione centrale dei nostri giorni non solo sul piano dell’economia”.

“Per riforme e banche servono passi avanti, non retromarce” – Per le riforme, i conti pubblici e le banche sono necessari altri “passi in avanti, non retromarce”, ha osservato ancora il governatore di Bankitalia. “La principale lezione della crisi – ha detto Visco – è che gli squilibri vanno corretti tempestivamente, altrimenti prima o poi si pagano. Sul terreno delle riforme, su quello della finanza pubblica, per le banche servono altri passi in avanti, non retromarce”.

“In Italia crisi gestite rapidamente, in Ue manca coordinamento” – “L’efficace gestione di una crisi richiede tempi assai rapidi e certi, una stretta cooperazione tra tutti i soggetti coinvolti, una chiara definizione delle responsabilità e delle priorità. Sono queste le modalità che in passato hanno consentito in Italia di superare fasi di tensione, anche gravi, senza danni per i risparmiatori e per il sistema creditizio nel suo complesso”, ha dichiarato ancora Visco.

Oggi, ha aggiunto, nel nuovo assetto europeo invece “gli interventi in caso di crisi sono affidati a una molteplicità di autorità e istituzioni tra loro indipendenti, con processi decisionali poco compatibili con la rapidità degli interventi. Manca una efficace azione di coordinamento”.

Tratto da TGCOM

31 Maggio 2017

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO