Il sistema bancario ha sanato le sue posizioni di sofferenze, con i soldi dei risparmiatori! Vero o Falso?

L’analisi fatta nell’arco temporale che va dal 1996 al 2017, 21 anni, dimostrerebbe che tale affermazione potrebbe essere confermata.

Ma davvero, il sistema bancario, ha riposto la soluzione dei crediti avariati, deteriorati, incagli e sofferenze nei risparmiatori? Ho provato a fornire una valida spiegazione, da un’analisi fatta in questi 21 anni.

Contrarre un rapporto con una banca, per un qualsiasi prodotto e/o servizio dalla stessa offerto, diventa diseducativo se non si ha competenza e conoscenza specifica. Sembra strano ma, i fatti accaduti certamente non provano il contrario.

Cittadini e imprese, condannati a “vita” da un sistema, quello bancario, con la sola colpa, di aver firmato contratti, senza averli letti prima.

E qui si apre la diatriba, di sempre, che impone alla banche più trasparenza.

Come dire, sì alla trasparenza ma, quando vai in banca portati con te il tuo avvocato di fiducia!

Si parla di trasparenza ma, non si è MAI detto che i contenuti dei fogli Informativi sono sempre fonte di una grande confusione. Anni e anni di cambiamenti, imposizioni fatte da Banca D’Italia alle banche ma, che in realtà hanno generato solo disordine. E le banche che fanno? Non stanno mica a guardare! Continuano a fare Impresa, nonostante tutto.

La loro attività? Molto semplice, produrre reddito dal commercio del denaro.



 

 

Le banche comprano e vendono denaro! Sì esattamente come fa un commerciante di frutta e verdura o magari un negozio di calzature o di generi alimentari. L’unica cosa diversa è il prodotto. La banca compra  e vende denaro!

Infatti il loro business e fonte unica di guadagno è nella vendita del denaro: prestare denaro.

Naturalmente, più il denaro viene acquistato a buon prezzo, e più sarà alto il margine di guadagno della banca. Come sarà più notevole il margine della banca, se il denaro sarà prestato ad un alto prezzo (% interesse elevata)!

Negli anni che vanno dal 1996 ad oggi, ci hanno fatto credere, che le banche, ad un certo punto di questo periodo (2007 – 2015), siano state considerate come “vittime” (poverine), di un sistema Paese, dove, a seguito di una improvvisa crisi (già annunciata ed elaborata), sono addirittura fallite!

Sembrerebbe una vera e propria disgrazia!

Una disgrazia che però ha colpito solo i risparmiatori ma, non per le banche, che immediatamente si sono riciclate e rigenerate.

Regola numero 1: “non credere MAI a nulla di quello che ci dicono!”.

Non abbiamo ancora visto direttori generali, presidenti di banche o amministratori essere condannati. A memoria solo indagati ma, poi tarallucci e vino!

Prova tu, amministratore o socio di azienda a fare quello che ha fatto un dirigente o amministratore di una banca fallita?

Condanna immediata, in galera, hai finito di vivere!

Ma torniamo indietro nel tempo, era il 1996, si parlava già di Europa e moneta unica.

L’Italia non poteva e non doveva entrare in Europa.

I numeri non c’erano.

Il debito pubblico e l’indebitamento del sistema bancario non aveva i numeri giusti. Tanti debiti non consentivano l’ingresso in Europa.

Poi un grande genio del periodo, che cosa fece?

La Legge 130/99: la cartolarizzazione dei debitori (crediti incagliati, a sofferenza e deteriorati).

I crediti incagliati e deteriorati, sono per una banca i mancati rientri del denaro prestato. Tali crediti producono alla banca costi esorbitanti, derivanti da: spese legali di recupero, spese derivanti da azioni giudiziali.

Inoltre i crediti stessi, laddove gli stessi risultino alla fine di un percorso di recupero inesigibili, devono essere considerati come perdita di esercizio.

È naturale che tali poste di bilancio, vadano a modificare e impattare negativamente sul rating della banca.

Ma la Legge 130/99, permise alle banche di eliminare dal bilancio tutte le voci di incagli e sofferenze!

Una Legge devastante, che salvò temporaneamente le banche dell’epoca.

Gli permise la pulizia dei bilanci.

Questa fu la panacea per il sistema bancario.

Bilanci quindi in regola con le normative Europee, per permettere il grande salto nell’accozzaglia Europea.

L’Italia entrò comunque in Europa con tutte le banche, anche se fortemente indebitate, grazie alla cartolarizzazione dei debiti!

Ma che cos’è la cartolarizzazione?

La cartolarizzazione dei crediti incagliati, a sofferenze a deteriorati, in sintesi, permette alle banche di poter eliminare tutti gli indici negativi presenti nel loro bilancio, venderli a prezzi minimi, a società cosiddette di cartolarizzazione. Praticamente una pulizia del bilancio.

L’effetto MAGICO che produce la cartolarizzazione è dirompente!

Per la banca, la differenza del prezzo di vendita (ridicolo, si parla del 3,00% – 5,00%) e dell’importo a bilancio, determina una perdita (-97,00%  -95,00%), che impatta sul bilancio abbattendo l’utile ed abbassando l’importo delle tasse versate dalla banca allo Stato.

Per la società di cartolarizzazione, l’acquisto dei crediti della banca genera un patrimonio, che può essere utilizzato anche, ad esempio nel generare obbligazioni (BOND o meglio CAMBIALI) da vendere ai risparmiatori in Borsa.

Le società di cartolarizzazione, possono anche generare un commercio con i crediti acquistati e venderli a loro volta ad altre società di cartolarizzazione e/o banche e/o società di recupero crediti.

I BOND venduti, sono oggetto di scambio e negoziazione.

Per la loro natura i BOND hanno una durata, data dalle stesse società di cartolarizzazione.

Una durata stimata in 10, forse 15 forse 20 o magari 25 anni.

Ed alla scadenza, l’emittente del titolo, cioè la società di cartolarizzazione, dovrebbe a rigor di logica….. pagare al risparmiatore il valore facciale del titolo, che dovrebbe tornare liquido…..

Ma, qualcosa non ha funzionato.

Sembrerebbe che, al risparmiatore i BOND alla scadenza non siano stati pagati, e per magia, grazie ad una Leggina, le banche che dovevano pagare i BOND sono fallite!

Ma, in tutto questo doveva esserci un importante organo, preposto al controllo ed alla vigilanza sul sistema bancario: Banca D’Italia.
Un organo, i cui azionisti sono le banche e le assicurazioni, che contrariamente al suo mandato, non avrebbe adeguatamente vigilato e permesso che il fallimento di alcune banche, ricadesse sui risparmiatori.

Quindi, in sintesi che cosa è accaduto:

  • La banche, per produrre reddito, devono prestare denaro;
  • Negli anni fino al 1996, hanno prestato male, forse malagestio, forse politiche clientelari cumulando nei loro bilanci un numero esagerato di crediti incagliati, a sofferenza, deteriorati;
  • Questa situazione non permetterebbe l’ingresso nell’Unione Europea del sistema bancario Italiano;
  • Le banche, grazie alla Legge 130/99 possono vendere a società di cartolarizzazione questi crediti;
  • Si liberano così dagli appesantimenti di bilancio;
  • L’Italia entra in Europa
  • Le società di cartolarizzazione acquistano i crediti delle banche e emettono obbligazioni immettendole nel Mercato Borsistico e parallelo;
  • I risparmiatori acquistano questi titoli, dichiarati successivamente “tossici”;
  • Titoli che alla loro scadenza avranno un valore facciale vicino a ZERO!;
  • Alcune banche, prima della scadenza dei BOND, falliscono;
  • Nasce il “bail in”, fallimento guidato per le banche;
  • L’Italia chiede aiuti all’Unione Europea per salvare altre banche dallo spettro del fallimento;

I crediti delle banche, che all’inizio di questo processo erano incagliati, a sofferenza, deteriorarti, sono stati smobilizzati, venduti e resi liquidi, grazie ai soldi dei risparmiatori. Risparmiatori che per un motivo o un altro non torneranno mai in possesso dei loro risparmi.

Quindi, se questa ipotesi fosse acclarata, alla fine di tutto questo giro le banche avrebbero utilizzato i soldi dei risparmiatori, per pagare i loro mancati rientri, in possesso, del denaro prestato?

Raffaele Amici

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO