Centrali Rischi, una delle principali cause crisi economia Italiana

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Centrali Rischi, una delle principali cause crisi economia Italiana

Centrali Rischi create per condividere dati e prevenire il debito, diventano al contrario, le principali produttrici di debito del sistema bancario

Le CENTRALI Rischi, sono delle banche dati di natura privata (aziende) che gestiscono i dati finanziari di cittadini e aziende Italiane.

Sono molto radicate e diffuse sul territorio Italiano. Collaborano a stretto contatto con il sistema bancario e sono in grado di fornire, oggi, in tempo reale, la situazione finanziaria in cui versa un privato o un ‘azienda.

In qualche modo, fanno la differenza, sull’esito di una richiesta di mutuo, di finanziamento, di una banale operazione finanziaria di credito, che in quel preciso momento sta effettuando una banca con un suo ipotetico cliente.

La Centrale Rischi, originariamente venne creata nel 1962.

Voluta fortemente da Banca D’Italia e da l’allora Ministero del Tesoro e dell’Economia che all’epoca fondarono il C.I.C.R. Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio.

Il principio della Centrale Rischi era incentrato nel controllare le concessioni di credito fatte dal sistema bancario, sopra una determinata soglia di valore, e le successive situazioni di insolvenza dei clienti che si sarebbero create.

Insolvenze che a loro volta, sarebbero state oggetto di comunicazione e visibilità in tutto il sistema bancario, impedendo che lo stesso cliente, insolvente e cattivo pagatore, con una o più banche, si potesse rivolgere ad altre banche per ottenere ulteriori concessioni di credito.

Un sistema, quello della Centrale Rischi, all’epoca seppur ben congeniato non ha considerato, quale danno, nel tempo, avrebbe cagionato all’economia Italiana.

Quindi la Centrale Rischi diventerà, ben presto, la panacea per il sistema bancario, il quale applica con rigore le logiche di valutazione impartite dalla Banca D’Italia.

Se il cliente viene segnalato come cattivo pagatore o con posizione incagliata o nella peggior ipotesi sofferenza, deve essere immediatamente attenzionato da tutte le banche con le quali lo stesso contrae rapporti. Questo per la sana e prudente gestione del credito, la posizione del cliente segnalato per insolvenza, deve essere congelata e successivamente chiusa.

Il sistema bancario, vede nella Centrale Rischi la salvezza e ripone nella stessa la maggior tutela del credito.

Ma, in realtà dopo qualche anno la Centrale Rischi diventerà la vera e unica fonte di disgrazia del sistema bancaria e conseguentemente del Paese Italia.

Negli anni ’80 inizia la proliferazione di Centrali Rischi private. Aziende che operano nel settore della gestione dei dati finanziari sotto la soglia prevista di Banca D’Italia e si offrono come braccia armate del sistema capaci di intercettare i “cattivi pagatori” e prevenire, in qualche modo, perdite ingenti delle banche collegate.

Queste Centrali Rischi si specializzarono sui prestiti personali e su cifre erogate dalle banche, non controllate dalla Centrale Rischi della Banca D’Italia.

Subito ebbero un grande consenso dal sistema bancario, che utilizzò le informazioni fornite per aumentare il controllo sui clienti.

Il processo era iniziato.

Ogni banca, ogni società finanziaria, adottarono le informazioni fornite dalle Centrali Rischi private.

Ogni cliente, ogni posizione veniva segnalata e monitorata.

Il ritardo di un pagamento, lo sconfinamento di un conto determinava l’immediata segnalazione a sistema.

Il sistema a sua volta diramava a tutte le banche collegate, la segnalazione del ritardo.

Ed ogni banca, con cui quel cliente aveva rapporti, venuta a conoscenza del dato agiva di conseguenza.

Un sistema ben organizzato e strutturato per la “sana e prudente gestione del credito”.

Ma, nessuno aveva potuto immaginare che cosa sarebbe accaduto nel tempo o perlomeno forse qualcuno già lo sapeva!

Il sistema delle Centrali Rischi ha contribuito al disastro economico e finanziario del nostro Paese.

Un sistema cieco, sordo e muto che nonostante quelli che erano i sani principi con cui è stato creato, diventa una delle principali cause della crisi economica e finanziaria del 2007.

Ed adesso spiego il perché.

Le aziende italiane negli anni ’80, 90 e 2000, appartenenti alla PMI, artigiane, commercio, servizi per lo svolgimento della loro attività, intrattenevano rapporti, quasi nella normalità gestionale dalle 3 alle 5 banche.

Con ogni banca avevano affidamenti di varia natura (anticipi fatture, castelletti RI.BA., mutui, scoperti di conto, ecc), che gli permettevano lo svolgimenti dell’attività.

Che cosa accade quando una delle banche con cui intrattieni il rapporto, per un qualsiasi motivo ti segnala come incaglio alla Centrale Rischi?

Se ad esempio, per un qualsiasi motivo, il rapporto con una banca, veniva compromesso, quella banca segnalava il cliente a Centrale Rischi, comunicando un INCAGLIO.

Giunta la segnalazione alla Centrale Rischi, la stessa veniva elaborata e diventava disponibile per tutto il sistema bancario, in particolare le banche con cui quel cliente intratteneva il rapporto, ne venivano immediatamente a conoscenza.

E cosa accadeva?

Che tutte le altre banche, dapprima mettevano le posizioni con codice di CAUTELA, congelando tutti gli affidamenti e successivamente revocavano i rapporti.

Si intuisce che l’azienda, non solo non poteva più utilizzare gli affidamenti ma, non aveva più la possibilità di avere liquidità giornaliera e i relativi servizi bancari.

Il tutto, come si può intuire, si traduce nel breve tempo (6/9 mesi) in un default che porterà l’azienda stessa nell’arco di 12/15 mesi al fallimento.

Un fallimento che non è solo aziendale ma, delle persone che vi lavorano e della nostra società Italiana.

Infatti il ripetersi negli anni di tale situazione ha generato un effetto domino sul sistema Paese, producendo un enorme debito alla collettività oltre a disoccupazione, disagio sociale, sommerso e una crisi economica che ormai va avanti da 10 anni.

IL DEBITO PRODOTTO DAL SISTEMA BANCARIO

Un debito che da un lato viene visto come perdite subite da aziende creditrici e dall’altro dal sistema bancario.

Tale debito, in questi anni si è fortemente riflesso sull’economia del nostro Paese che ha dovuto, attraverso formule contributive risanare il sistema bancario, gravato dai miliardi di sofferenze prodotte NON dai cattivi pagatori ma, dal sistema adottato e riferito alle Centrali Rischi.

Le Centrali Rischi quindi non più un sistema di controllo e tutela del credito ma, un sistema di produzione di debiti.

Debiti prodotti da strategie scellerate che NON riescono a emergere e creare condizioni di COOPERAZIONE tra banche e clienti.

Va da se che il sistema di controllo delle Centrale Rischi, che si attiene solo a dati freddi, non considera che a valle, il rapporto tra l’azienda e la banca potrebbe essere risolto ma, propaga nel sistema uno stato di allerta, che rende il sistema bancario immediatamente produttore di allarmismo e generatore di debito e disagio sociale.

In questo gioco informativo, sembra assurdo ma, perdono tutti: produttori, registi, attori e spettatori.

C’è solo un vincitore che gode di questa situazione e che diventa sempre più forte: La Centrale Rischi!

Raffaele Amici

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