Crediti deteriorati, gestione più attiva e oculata – Antibanca

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Crediti deteriorati, gestione più attiva e oculata

Crediti deteriorati in continua crescita. Un’emorragia che il sistema bancario non riesce a fermare. Banca D’Italia cerca di correre ai ripari con la richiesta di una gestione più oculata.

Banca d’Italia ha emanato le Linee Guida per le banche Less Significant italiane con l’obiettivo di dare impulso a una gestione più attiva dei crediti deteriorati, dati i volumi che continuano a pesare sui conti delle aziende di credito.

Le Linee Guida sono coerenti con gli aspetti operativi di dettaglio prescritti dalle Guidance BCE operativi di dettaglio.

Occorre fermare l’emorragia dei crediti anomali e problematici prima che si trasformino in sofferenze.

In questo scenario, si rende necessario che le banche e le istituzioni creditizie si dotino di adeguate strategie di presidio e gestione dei portafogli in bonis, adottando una politica consapevole e proattiva, con l’obiettivo di salvaguardare la relazione con il cliente e le politiche di accantonamento previste dai nuovi principi IFRS 9, senza trascurare la valorizzazione del portafoglio in fase di cessione.

L’evidente e conclamata crisi che sta attraversando il sistema bancario Italiano necessita di una continua attenzione da parte di Banca D’Italia e un presenza costante degli organi di vigilanza.

Organi di vigilanza, che sono stati messi a dura prova e contestati, per i precedenti fallimenti delle note banche italiane.

L’ottimismo manifestato da Banca D’Italia sulle sofferenze bancarie (Passate da oltre 200 miliardi di Euro nel 2017 marzo ai 163 miliardi di Euro nel 2018 maggio) sono solo il rendiconto di una minore attività di affidamento messa in atto dalle banche.

Una forte diminuzione degli impieghi ovvero nella concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, ha portato ad un sicuro dimagrimento delle sofferenze.

Ma dall’altra parte, ha ridotto consistentemente i ricavi delle banche.

Ricavi che poi hanno impattato fortemente sui costi di gestione, portando l’intero sistema bancario ad una conseguente riduzione delle filiali e del personale.

Sicuramente è in atto una ristrutturazione di tutto il sistema ma, il problema principale resta e rimane sulla ripresa dell’economia del nostro Paese.

Un Paese che non investe nel futuro, invecchia e regredisce e con esso il sistema finanziario e bancario.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.

1 COMMENTO

  1. Da aggiungere che oltre alla mancata ripresa economica, che tarda ad arrivare, si aggiungono i dati dei cattivi pagatori, che ostacolano ulteriormente le banche nel concedere finanziamenti anche a chi ha sanato la propria posizione.

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