Cartella di pagamento che fare – Antibanca

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Cartella di pagamento che fare

Arriva una cartella e, con lei, l’avviso per un credito da onorare col fisco entro 60 giorni.Ma cosa succede se non si riesce a pagare in tempo, magari perché si è irreperibili o, come purtroppo può capitare, non si hanno i soldi?

A rispondere a questa domanda è il sito dell’Agenzia delle Entrate, che spiega ai contribuenti nel dettaglio il percorso che va dall’invio della cartella all’avvio della procedura di riscossione.

La cartella di pagamento

La cartella di pagamento è l’atto che l’agente della riscossione invia ai contribuenti per la riscossione dei crediti vantati dagli enti creditori (Agenzia delle Entrate, Inps, Comuni, ecc.).

Agente della riscossione per l’Agenzia delle Entrate è il gruppo Equitalia.

A partire dal 1° ottobre 2011 gli avvisi di accertamento emessi dall’Agenzia delle Entrate sono diventati esecutivi e, quindi, sostituiscono la cartella di pagamento.

La riscossione dei tributi di competenza dell’Agenzia delle Entrate continua a essere effettuata utilizzando la cartella di pagamento per gli atti derivanti da controllo automatizzato e controllo formale delle dichiarazioni e per le somme dovute in materia di imposta e tasse ipotecarie, tributi speciali catastali e relativi oneri e sanzioni amministrative.

La procedura di riscossione

Le cartelle di pagamento contengono la descrizione delle somme dovute, le istruzioni sul pagamento (dove, come ed entro quale scadenza), l’invito a provvedere entro 60 giorni, come e a chi richiedere la rateizzazione, le spiegazioni per proporre eventuali ricorsi, il nome del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo e di quello di emissione e di notifica della cartella.

La procedura di riscossione è, in sintesi, la seguente: le somme che risultano dovute a seguito dei controlli vengono iscritte a ruolo.

Il ruolo non è altro che un elenco, formato dall’ente impositore ai fini della riscossione, che contiene i nominativi dei debitori e le somme dovute. Il ruolo viene trasmesso quindi a Equitalia che provvede alle successive procedure che sono, nel dettaglio: predisposizione e notifica delle cartelle, riscossione delle somme e relativo riversamento alle casse dello Stato e degli altri enti impositori e, in caso di mancato pagamento, avvio dell’esecuzione forzata.

Cosa succede se non pago?

Se non si paga la cartella nel termine di 60 giorni, sulle somme iscritte a ruolo sono dovuti gli interessi di mora maturati giornalmente dalla data di notifica della stessa, l’onere di riscossione (compenso) dovuto all’agente della riscossione (calcolato sul capitale e sugli interessi di mora) e tutte le eventuali ulteriori spese derivanti dal mancato (o ritardato) pagamento della cartella.

Trascorso questo termine, l’agente della riscossione può attuare le azioni cautelari e conservative e le procedure per la riscossione coattiva su tutti i beni del creditore e dei suoi coobbligati (ad esempio con il fermo amministrativo di beni mobili registrati e il pignoramento dei beni).

In caso di irreperibilità relativa del destinatario, cioè di situazioni di temporanea assenza, o incapacità o rifiuto delle persone legittimate a ricevere gli atti in luogo del destinatario – si procede alla notifica mediante deposito dell’atto nella casa comunale, affissione dell’avviso di deposito in busta chiusa e sigillata alla casa di abitazione, ufficio o azienda del contribuente ed invio di raccomandata con avviso di ricevimento per informare il contribuente degli adempimenti effettuati.

Fonte: Adnkronos

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