Cessioni del quinto dello stipendio per chi? Un’altra soluzione per i protestati – Antibanca

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Cessioni del quinto dello stipendio per chi? Un’altra soluzione per i protestati.

Il prestito personale ad un soggetto protestato è pressoché INESISTENTE.

Non esiste banca o società finanziaria che eroga un prestito ad un soggetto protestato o in presenza di indici pregiudizievoli.

Pertanto caro lettore ti devi rassegnare, perché se il tuo codice fiscale è presente nelle banche dati dei cattivi pagatori, non potrai mai accedere ad un semplice prestito personale.

E niente carte di credito, ne affidamenti o scoperti bancari.

Tutto questo viene rigorosamente applicato, a meno che, non sei un dipendente con contratto a tempo indeterminato e il tuo datore di lavoro è lo Stato o un’Azienda Privata gradita dal sistema bancario.

Prestito solo se sei un dipendente con contratto indeterminato

Solo così, forse potrai avere un prestito sottoforma di Cessione del Quinto dello Stipendio.

Ed è la Cessione del Quinto dello Stipendio che diventa un prodotto alternativo, su cui, a partire dagli anni ’50, l’intero sistema bancario e finanziario si affida, realizzando un vero e proprio business.

Ed è infatti il D.P.R. n. 180 del 05 Gennaio del 1950 che regolamenta la cessione del quinto dello stipendio. Testo unico che negli anni ha subito una serie di correttivi.

Una filiera di operatori che sin dall’inizio hanno trovato nella cessione del quinto dello stipendio una vera e propria risorsa, inesauribile e fonte di una esagerata ricchezza.

Dall’altro lato il soggetto finanziato, si vedeva concedere, con grande facilità, prestiti legati alla sua busta paga, al suo TFR e agli anni di servizio maturati.

Ed è il 1/5 dello stipendio che diventa la leva per calcolare l’ammontare dell’erogato su un rimborso che arriva fino a 120 mesi (10 anni).

Con questo prodotto, le grandi fabbriche, i corpi di polizia, i dipendenti della pubblica amministrazione, le aziende sanitarie, i pensionati diventano dei bersagli, veri e propri focolai di reddito.

La sicurezza del futuro incasso con un basso rischio di insolvenza

La cessione del quinto, rappresenta sia per le banche che le società finanziarie una vera e propria sicurezza e garanzia sugli incassi.

Questo perché, chi paga le rate non è il soggetto che ha ricevuto il finanziamento ma, il datore di lavoro.

La forma contrattuale, coinvolge 3 soggetti:

  1. Cessionario (la società finanziaria o la banca che erogherà il finanziamento)
  2. Cedente (il datore di lavoro, l’ente, la pubblica amministrazione)
  3. Ceduto (il lavoratore che beneficerà del prestito)

Da qui si intuisce che difficilmente si potranno avere insolvenze o ritardi, se il Cedente è la pubblica amministrazione.

Mentre per le aziende private, le società finanziarie, valutano la consistenza del datore di lavoro, attraverso apposite centrali rischi, diverse da quelle dei cattivi pagatori.

E per una maggiore garanzia, della serie non ci facciamo mancare nulla, viene aggiunta una polizza assicurativa, che assicura l’eventuale pagamento delle rate residue in caso di perdita del posto di lavoro o di sopraggiunto decesso da parte del Ceduto.

Quest’ultimo rischio ha una maggiore valenza, nelle cessioni del quinto erogate a pensionati.

Quindi, la cessione del quinto diventa un prestito “blindato” dove il rischio di insolvenza è pressoché uguale a ZERO.

Un prodotto, quello delle cessioni del quinto, che non conosce tregua.

In tutti questi anni, oltre che generare un benessere, ha avviato una serie di contenziosi, nascenti dall’applicazione dei tassi di usura bancaria.

Cessione del quinto anche per i soggetti protestati ma, solo se dipendenti a tempo indeterminato.

Quindi un prodotto creato solo per una determinata categoria, quella dei dipendenti.

E Banca D’Italia, come sempre interviene solo alla fine.

Infatti dopo 59 anni, nel 2009 e più tardi nel 2011 Banca D’Italia emana 2 circolari tese a migliorare i rapporti tra società finanziarie e clienti e volte nel mitigare i costi derivanti dalle commissioni applicate alle cessioni del quinto.

Dopo anni, dove le Cessioni del Quinto hanno rappresentato grandi e facili guadagni per tutti gli operatori della filiera, finalmente oggi, la Banca D’Italia interviene per dare precise istruzioni sulla gestione dello stesso.

Diminuiscono quindi:

  • i costi delle commissioni
  • i margini degli operatori
  • il prezzo della polizza assicurativa

E tutto questo a vantaggio del cliente chiamato anche il CEDUTO.

Contratti più trasparenti e aumento dei diritti del CEDUTO.

I consigli di Antibanca sulle cessioni del quinto

Il nostro consiglio?

Quando firmate un contratto non vi fate accecare alla vista dal denaro, leggete bene prima tutte le clausole, soprattutto quelle scritte con caratteri piccoli.

Mettete a confronto i preventivi di banche e società finanziarie. Oggi le cessioni del quinto le trovate anche presso le principali banche.

E poi, non vi affidate mai agli sconosciuti o a coloro che vi promettono facili erogazioni di prestiti, anche se siete protestati.

Diffidate da soggetti che non sono iscritti negli appositi Albi Professionali tenuti dall’OAM e ultimo consiglio: non versate mai denaro a chi vi chiede anticipi anche a nero. Ricordate sempre che pagare denaro ad un consulente, un agente o un mediatore per una cessione del quinto è rigorosamente vietato.

 

 

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