L’abilità dell’inganno

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Gian Mattia D'Alberto / lapresse 05-07--2014 Milano cronaca Saldi estivi a Milano nella foto: i saldi Gian Mattia D'Alberto / lapresse 05-07--2014 Milan summer sale in Milan in the photo: Unicredit building, Gae Aulenti square

L’abilità dell’inganno

A svelare tutto ciò è Vincenzo Imperatore, ex manager e capo area di un importante istituto di credito che ha illustrato i metodi utilizzati e ne ha rese note le strutture e le procedure di effettuazione

Tutti noi siamo soliti depositare i nostri soldi presso le banche credendoli al sicuro e lontano dalle mani dei truffatori. Molto spesso però, non ci accorgiamo che a nostra insaputa le banche effettuano operazione che riducono, anche se in misura minima, le somme da noi depositate. Ultimamente queste attività illecite vengono controllate e apparentemente stanno diminuendo. A svelare tutto ciò è Vincenzo Imperatore, ex manager e capo area di un importante istituto di credito che ha illustrato i metodi utilizzati e ne ha rese note le strutture e le procedure di effettuazione. In realtà si tratta di metodi molto ben sviluppati e ben pensati per evitare problemi con i correntisti.

CODICE 72H E LE MANOVRE MASSIVE SUI TASSI D’INTERESSE

In generale la legge consente alle banche di modificare unilateralmente le condizioni contrattuali del conto corrente anche durante l’esecuzione del contratto. Ciò però non è possibile per le clausole aventi oggetto tassi d’interesse. Contrariamente a ciò che prevede la legge, le banche effettuano la così detta “manovra massiva sui tassi d’interesse”, la quale vede programmato con largo anticipo un progressivo e millimetrico aumento dei tassi di interesse passivi. Aumenti minimi, che però per la banca significano grosse cifre per le proprie tasche. Questo però non è facilmente individuabile da parte del correntista, il quale può accorgersene solamente leggendo gli estratti conto trimestrali oppure armandosi di calcolatrice, applicando gli interessi e verificando che sia corretto il saldo debitorio.  Le statistiche mostrano che solo il 3% si accorge di questa incongruenza. Allora le banche, prevedendo un eventuale “rischio reputazionale” derivante dalla protesta dei correntisti, hanno deciso di creare presso ogni filiale, una riserva di denaro, la quale viene utilizzata per restituire ai correntisti la somma che gli era stata in precedenza sotratta. La riserva va dai 500 ai 10.000 € ed è stata creata grazie al piano “72H” il quale prevede appunto entro 72 h il risanamento dell’incongruenza per tranquillizzare i correntisti.

TITOLI TOSSICI

Quando la banca investendo acquista titoli spazzatura, cerca subito di rifilare questi titoli ai propri clienti per trasferire il rischio ad altri. Prima di effettuare qualsiasi attività d’investimento, gli investitori devono compilare un questionario, come previsto da una legge europea (Mifid), il quale ha l’obiettivo di stilare il profilo del cliente. Quest’ultimo può accettare un rischio basso e quindi  rendimenti ridotti, o rischio alto con rendimenti più elevati, ma anche più rischiosi. I profili sono 5: cauto, prudente, bilanciato, dinamico, aggressivo. Secondo il profilo risultante si possono proporre al cliente diversi prodotti. A questo proposito la banca attribuisce ai propri clienti profili non del tutto veritieri con la lusinga di renderli partecipi di investimenti più remunerativi e portandone la maggior parte ad avere un profilo medio-esperto sebbene non abbiano conoscenze nel campo. In questo modo, essendo identificati come esperti, le banche possono proporre titoli ad alto tasso di rischio ai propri clienti.

MUTUI IPOTECARI “GONFIATI”

Questo è un grosso problema che ha caratterizzato la crisi globale odierna. In Italia, le banche quando devono erogare un mutuo, hanno l’obbligo di accertare innanzitutto che il cliente abbia le caratteristiche necessarie per poter riuscire a restituire il debito contratto con la banca stessa. Questo debito non può superare l’80% del valore del bene da ipotecare. Il problema che si è sviluppato è stato causato dall’inosservanza di questi due requisiti. Infatti le banche concedevano prestiti anche a coloro che non avevano le possibilità di poterlo restituire e in seguito, attraverso un “rigonfiamento” del valore del fabbricato, concedevano più dell’80% del valore originale. Se la casa da comprare costa 100000€, per legge la banca può concedere massimo l’80%, cioè 80000€, ma se il cliente necessita di tutti i 100000€, l’unico modo per concederglieli il mutuo è quello di gonfiare il valore della casa fino a 125000€. In questo modo la banca si assicura interessi e utili più grandi. Questo poi, con l’avvento della crisi, portò le famiglie all’impossibilità di restituire le somme di denaro richieste in prestito per l’acquisto della casa. Perciò il tutto si è concluso con l’ipoteca e la vendita all’asta delle case da loro possedute.

USURA E ANATOCISMO

L’usura è un prestito caratterizzato da tassi d’interesse sproporzionati anche per prestiti di piccola entità o breve durata.

L’anatocismo invece è qualcosa di più contorto. Sugli interessi passivi che una persona deve andare a pagare, vengono calcolati altri interessi passivi, cioè si arriva a pagare un doppio interesse, uno sul capitale di prestito e l’altro sull’interesse riguardante questo capitale. Sebbene siano fenomeni conosciuti e tenuti d’occhio il loro dilagare non si ferma. Soprattutto per l’usura, il tasso di sviluppo non sta diminuendo, anche se questo fenomeno non sempre è legato completamente alle sole banche.

Fonte: Laleggepertutti e http://lab.isit100.fe.it/~vc/1415/raimondi/joomla/index.php 

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