La lotta al contante in Finlandia mette in ginocchio le famiglie

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La lotta al contante in Finlandia mette in ginocchio le famiglie

A causa dei pagamenti elettronici e della scomparsa del contante le famiglie finlandesi hanno raggiunto un indebitamento medio pro capite che sfiora il 127% del loro reddito

Cosa può succedere a un Paese che ha scelto di sacrificare il contante in nome dei pagamenti elettronici? Risposta: rischia letteralmente di dover fare i conti con una catastrofe economico-sociale.

L’esempio calzante che dovrebbe spingere gli amanti degli e-payment a una riflessione – governo giallorosso compreso – si chiama Finlandia. A Helsinki, nell’estremo nord dell’Europa, le famiglie hanno smesso di pagare colazioni, cene e acquisti vari con il tradizionale cash; al contrario, tra i finlandesi è ormai consolidata l’abitudine di tirar fuori dalla tasca una carta di credito oppure il proprio smartphone per lanciare una app.

Se per alcuni la Finlandia è considerata una nazione da prendere come esempio anche nel progressivo abbandono del contante, gli stessi amanti delle carte di credito ignorano gli effetti collaterali di una simile scelta. Già, perché come racconta Repubblica, i conti delle famiglie finlandesi stanno sprofondando nel rosso più profondo.

La Banca centrale, Suomen Pankki, è stata costretta a intervenire d’urgenza per bloccare un’emorragia pericolosissima che porta il nome di iperindebitamento dei nuclei familiari. Non un indebitamento normale, ma un indebitamento elevato al quadrato se non al cubo. Il governo locale ha addirittura annunciato la preparazione di un programma di corsi, educazione e informazione tagliato su misura per i cittadini.

Lo scopo è quello di educare i cittadini a un uso responsabile delle carte di credito. D’altronde i numeri parlano chiaro: per colpa dei pagamenti elettronici le famiglie finlandesi hanno raggiunto un indebitamento medio pro capite che sfiora il 127% del loro reddito. E questa è una enorme minaccia per la tenuta della stabilità economica della Finlandia, da sempre abituata a garantire elevati standard di vita ai propri cittadini.

L’altra faccia dei pagamenti elettronici

L’assenza della moneta sonante spinge le persone – o almeno quelle che dispongono di una carta di credito o di una app ad hoc – a spendere senza curarsi di controllare quanto resta sul proprio conto. Spendi oggi, spendi domani e il bilancio si tinge di rosso. A quel punto i debiti vengono ripianati con nuovi debiti, i quali non fanno altro che aggravare una situazione già al limite.

Morale della favola: i conti pubblici della Finlandia sono in ordine mentre quelli dei privati crescono inesorabilmente giorno dopo giorno. Basti pensare che su 5,5 milioni di cittadini, in 390mila (il 7% della popolazione) si trovano in sistematica morosità.

Numeri alla mano, dal 2000 a oggi i pagamenti cashless sono passati dal 30% all’81%. Per quanto riguarda i debiti, il 60% dell’indebitamento privato viene dai mutui, anche se un altro elemento da considerare è rappresentato dai canali di finanziamento alternativi agli istituti di credito, tra cui prestiti offerti da società dubbie o aziende che offrono crediti in modo altrettanto ambiguo. Il governo giallorosso impari in fretta la lezione finlandese ed eviti di fare gli stessi errori di Helsinki.

Tratto da Il Giornale

 

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